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Bisogni educativi speciali

"...A questo riguardo è rilevante l’apporto, anche sul piano culturale, del modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale. Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni.
In questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.(Vedi Direttiva)


1. Bisogni Educativi Speciali (BES)
L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente.
Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (in altri paesi europei: Special Educational Needs). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.(Vedi Direttiva)

Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per
l’anno scolastico 2015/2016.
(C.n.51)
..................................................


Accoglienza e inclusione

a) Alunni con disabilità
Le iscrizioni di alunni con disabilità effettuate nella modalità on line devono essere
perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta, da parte dei genitori, della
certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della diagnosi
funzionale - a seguito degli appositi accertamenti collegiali previsti dal D.P.C.M. 23
febbraio 2006, n. 185.
Sulla base di tale certificazione e della diagnosi funzionale, la scuola procede alla
richiesta di personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi a carico
dell'Ente locale, nonché alla successiva stesura del piano educativo individualizzato in
stretta relazione con la famiglia e gli specialisti dell'A.S.L.
L'alunno con disabilità che consegua, in sede di esame di Stato conclusivo del
primo ciclo di istruzione, l'attestato di credito formativo, comprovante i crediti formativi
maturati, ha titolo a proseguire, se non abbia superato il 18° anno di età prima dell'inizio
del nuovo anno scolastico, nella scuola secondaria di secondo grado o nei percorsi di
istruzione e formazione professionale, al solo fine di conseguire altro attestato
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comprovante i crediti formativi maturati, naturalmente con le misure di integrazione
previste dalla legge n.104/1992 (articolo 9, comma 4, DPR 22 giugno 2009, n.122).
Per una esaustiva ricognizione della materia si rinvia alle Linee guida emanate da
questo ministero con provvedimento del 4 agosto 2009.
Resta fermo che gli alunni con disabilità ultradiciottenni, non in possesso del
diploma di licenza conclusivo del primo ciclo, ovvero in possesso del diploma di licenza
conclusivo del primo ciclo ma non frequentanti l'istruzione secondaria di secondo grado,
hanno diritto a frequentare i corsi per adulti pressi i Centri di istruzione per gli adulti o
presso le istituzioni scolastiche dove sono incardinati i percorsi di secondo livello con i
diritti previsti dalla legge n.104/1992 e successive modificazioni (cfr. Sentenza della Corte
Costituzionale n.226/2001).







Circolare n. 28 Roma, 10-1-2014 Prot. 206

c) Alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA)
Le iscrizioni di alunni con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (DSA), effettuate nella modalità on line, devono essere perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta, da parte dei genitori, della relativa diagnosi, rilasciata ai sensi della legge
n. 170/2010 e secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 24 luglio 2012, sul rilascio delle certificazioni.
Le istituzioni scolastiche assicurano le idonee misure compensative e dispensative di cui al citato D.M. n.5669 del 12 luglio 2011 e delle allegate linee guida; in particolare, provvedono ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a idonei strumenti compensativi e misure dispensative.
L’alunno con diagnosi di DSA, dispensato dalle prove scritte di lingua straniera in base a quanto previsto dall’articolo 6 del decreto ministeriale 11 luglio 2012, che supera l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, consegue titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.
L’alunno con diagnosi di DSA, esonerato dall’insegnamento delle lingue straniere, che consegua, in sede di esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione l’attestato di credito formativo, comprovante i crediti formativi maturati, ha titolo a proseguire nella scuola secondaria di secondo grado o nei percorsi di istruzione e formazione professionale, al solo fine di conseguire altro attestato comprovante i successivi crediti formativi maturati.
Circolare n. 28 Roma, 10-1-2014 Prot. 206

Normativa

CIRCOLARE MINISTERIALE n. 8 Roma, 6 marzo 2013
Prot. 561


Strument
i
STRUMENTI D’INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA




Indicazioni nazionali per il curricolo
della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione . 2012

Una scuola di tutti e di ciascuno

La scuola italiana sviluppa la propria azione educativa in coerenza con i principi dell’inclusione delle persone e dell’integrazione delle culture, considerando l’accoglienza della diversità un valore irrinunciabile. La scuola consolida le pratiche inclusive nei confronti di bambini e ragazzi di cittadinanza non italiana promuovendone la piena integrazione. Favorisce inoltre, con specifiche strategie e percorsi personalizzati, la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica e del fallimento formativo precoce; a tal fine attiva ri-sorse e iniziative mirate anche in collaborazione con gli enti locali e le altre agenzie educative del territorio.
Particolare cura è riservata agli allievi con disabilità o con bisogni educativi speciali, attraverso adeguate strategie organizzative e didattiche, da considerare nella normale progettazione dell’offerta formativa. Per affrontare difficoltà non risolvibili dai soli insegnanti curricolari, la scuola si avvale dell’apporto di profes-sionalità specifiche come quelle dei docenti di sostegno e di altri operatori.
Tali scelte sono bene espresse in alcuni documenti di forte valore strategico per la scuola, quali ”La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” del 2007, “Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità” del 2009, e “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento” del 2011, che sintetizzano i criteri che devono ispirare il lavoro quotidiano degli insegnanti.


 
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